Il mio bambino soffre d’insonnia.
E’ colpa della luce blu.

Il disagio è diffuso, molti bambini soffrono d’insonnia, problema che spesso si traduce in difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, sonno agitato e conseguente stanchezza e irrequietezza diurna. Un problema questo che coinvolge non solo il bambino, ma anche i genitori, costretti anche loro alla veglia notturna per accudire il cucciolo. Insomma, il vecchio detto “dormi come un bambino” sembra essere ormai molto lontano.
E’ ovvio che le motivazioni per questa assenza di sonno possono essere molteplici, ma in alcuni casi il responsabile è proprio sotto i nostri occhi, fa parte della nostra vita ordinaria, lo utilizziamo senza troppe preoccupazioni, ma può avere risvolti di cui ancora si parla poco. E’ la luce blu emessa dagli schermi luminosi di TV, tablet, smartphone e pc.

La luce blu è una radiazione luminosa invisibile all’occhio che però, se assorbita in grandi quantità, può causare spiacevoli disturbi transitori, ma anche danni a ungo termine. Tra i disturbi causati dalla luce blu ci sono stanchezza o rossore oculare, mal di testa, dolori cervicali, e insonnia.
Quest’ultimo disturbo è quello che più crea problemi nei piccoli, che ormai quasi a partire dalla nascita sono abituati a fare largo uso dei dispositivi elettronici. Normalmente, la ghiandola pineale nel cervello inizia a rilasciare melatonina alla sera e raggiunge il suo picco nel cuore della notte. Questo ormone, naturalmente presente nell’organismo, ha la funzione di regolare il nostro meccanismo sonno-veglia. E’ quindi la sostanza che avverte il nostro corpo che è ora di andare a dormire e che provoca l’addormentamento. La luce blu dei dispositivi elettronici va proprio ad inibire la produzione di quell’ormone facendo pensare al corpo, in parole molto semplici, che sia sempre giorno.
Fare un uso prolungato dei dispositivi elettronici dunque, specialmente la sera, provoca un allungamento dei tempi necessari per l’addormentamento dei nostri figli.
Ben più gravi sono gli effetti a lungo termine: gli scienziati hanno scoperto come questa fonte luminosa emessa dai dispositivi favorisca potenzialmente la degenerazione maculare, la quale è il risultato della morte cellulare dei fotorecettori nella retina.
Dunque, ben lontani dal demonizzare gli strumenti elettronici, il cui utilizzo è il più delle volte utile e significativo per la nostra vita, bisogna imparare a farne un uso consapevole, soprattutto quando parliamo della salute dei nostri figli.
Sì a sessioni di gioco ma limitate nel tempo, no agli schermi luminosi prima di andare a dormire, sì alle pause tra una sessione e l’altra di gioco per far riposare gli occhi, si a strumenti di protezione che permettano di filtrare la luce e blu e fruire questi dispositivi in maniera sicura, come gli occhiali protettivi blue block.
Sappiamo bene che tenere lontano i bambini da pc, tablet e smartphone è quasi impossibile, soprattutto in questo particolare periodo della vita in cui siamo segregati in casa senza la possibilità di distrarci in altri modi, e in cui l’unico accesso dei ragazzi alla scuola e all’istruzione è mediato da questi strumenti. Ricordiamo di farlo con consapevolezza, aumentando gli strumenti a protezione degli occhi e del sonno dei nostri bambini.

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